SEGNALAZIONE. (mail)
Caro Dorino,
sono tornato nuovamente al rifugio Pellarini (non mi stancherò mai di andarci), e questa volta abbiamo programmato di proseguire su un percorso ad anello che, superando la Sella Carnizza scende aggirando le Cime delle Rondini in una bellissima valle per poi risalire sulla Sella Prasnig e ridiscendere in un meraviglioso bosco fino alla Val Saisera. L'indicazione l'ho trovata su un vecchio libro di escursioni, e la cartina riporta chiaramente i sentieri.
Avevo letto l'intervento nel blog sul rifugio Nordio abbandonato; aggiungo che scendendo dalla Sella Carnizza nei passaggi un pò difficili c'era il cavetto, ma penzolava come una liana sfilacciata, che la prossima volta mi porto la vernice e do una rinfrescata ai segnavia, che sulla "Scaletta" per il rif.Marinelli se ci fosse un solo, uno solo, scalino in più (!) diventerebbe enormemente più accessibile se ci arrivi che ha appena piovuto, ecc.. Mi chiedo quindi, e se lo chiede tanta altra gente appassionata che incontri camminando, quale sia l'ostacolo affinchè la montagna possa essere resa più accessibile per l'escursionista che ammira il Col Gentile e non lo ritiene una cazzata.
Penso di aver sempre saputo valutare con prudenza e umiltà le situazioni (d'altronde mi porto dietro i miei bimbi) ma a volte, cavolo, sembra che certe difficoltà siano quasi volute per tenere lontano il normale escursionista, smentendo tutte le informazioni cui puoi accedere preventivamente.
Ti prego di scusare il piccolo sfogo, mi piace semplicemente andar per monti.
Un caro saluto
sono tornato nuovamente al rifugio Pellarini (non mi stancherò mai di andarci), e questa volta abbiamo programmato di proseguire su un percorso ad anello che, superando la Sella Carnizza scende aggirando le Cime delle Rondini in una bellissima valle per poi risalire sulla Sella Prasnig e ridiscendere in un meraviglioso bosco fino alla Val Saisera. L'indicazione l'ho trovata su un vecchio libro di escursioni, e la cartina riporta chiaramente i sentieri.
Avevo letto l'intervento nel blog sul rifugio Nordio abbandonato; aggiungo che scendendo dalla Sella Carnizza nei passaggi un pò difficili c'era il cavetto, ma penzolava come una liana sfilacciata, che la prossima volta mi porto la vernice e do una rinfrescata ai segnavia, che sulla "Scaletta" per il rif.Marinelli se ci fosse un solo, uno solo, scalino in più (!) diventerebbe enormemente più accessibile se ci arrivi che ha appena piovuto, ecc.. Mi chiedo quindi, e se lo chiede tanta altra gente appassionata che incontri camminando, quale sia l'ostacolo affinchè la montagna possa essere resa più accessibile per l'escursionista che ammira il Col Gentile e non lo ritiene una cazzata.
Penso di aver sempre saputo valutare con prudenza e umiltà le situazioni (d'altronde mi porto dietro i miei bimbi) ma a volte, cavolo, sembra che certe difficoltà siano quasi volute per tenere lontano il normale escursionista, smentendo tutte le informazioni cui puoi accedere preventivamente.
Ti prego di scusare il piccolo sfogo, mi piace semplicemente andar per monti.
Un caro saluto



