venerdì, 28 marzo 2008




Il Silenzio e la Lentezza.

Lo Spirito delle vette secondo Bepi Mazzotti.

(articolo apparso sul Messaggero Veneto del 25 marzo 2008.)

Di Luciano Santin



“Rari sono gli uomini che sanno parlare delle Montagne:le montagne si innalzano all’orizzonte in un silenzio che si impone come un sigillo nel cielo, eppure le parole si inerpicano tra le montagne come sentieri; tra zolle di prato tra rughe di roccia tra pieghe di ghiaccio le parole tracciano una via seguendo la quale , a passo a passo, a misura della varia esperienza che si compone nel cammino, intrecciata in un racconto, raggiungono finalmente il silenzio.Può scaturire così dalla montagna e nella montagna un discorso che nasce dal silenzio e che sa di dover tendere e riscoprire un nuovo , più profondo silenzio”. “Sanno parlare delle montagne con parole che non offendono la presenza delle montagne soltanto quegli uomini che hanno vissuto “in silenzio” il silenzio delle montagne; che hanno lasciato perdere le parole nell’intuito del silenzio delle montagne; che hanno riscoperto le parole come una voce che nel suo stesso esprimersi , si ispira all’esco silente delle montagne.” “ Rari e sapienti sono gli uomini che hanno imparato che lo spirito montano pensa in silenzio. Credo che Giuseppe Mazzotti sia stato uno si tali “Rari” uomini. Così Luigi Zanzi in prefazione a Introduzione alla montagna, di Bepi Mazzotti, presentato in veste anastatica, assieme ad Alpinismo e non Alpinismo, per i tipi di Nuovi Sentieri. L’iniziativa editoriale , evidentemente un sequel delle manifestazioni per il centenario della nascita dell’alpinista e scrittore trevigiano, propone due classici della letteratura montana oltre sessanta anni dopo la prima edizione. Fu nel 1946, infatti, che i due volumi vennero pubblicati dalla Canova di Treviso,nella collana Biblioteca alpina diretta dallo stesso Mazzotti. Per quanti non avessero avuto modo di leggerli , e conoscessero soltanto altre opere, già recentemente ristampate, va detto che qui siamo in presenza di una sorta “di terzo registro” dell’autore, che si aggiunge al lirico ed epico biografismo di Montagnes Valdotaines, e alla corrosiva ironia de la Montagna presa in giro . Quelle di Alpinismo e non alpinismo e di Introduzione alla montagna sono infatti trattazioni “dotte” , di natura esplicativa e filosofica. Opere da “umanista “, come nota appunto Zanzi , in cui gli elementi di interesse e gli spunti di riflessione non appaiono datati . Risultano, al contrario, molto attuali-specie quelli del primo volume-, vista la piega presa oggi dall’alpinismo. Le parole sul silenzio per esempio  “quasi una fluida sostanza che passa attraverso quei suoni come attraverso una rete, avvolgendo ogni cosa. Appena rotto ritorna, scende continuamente dalle cime a colmare i valloni: come l’acqua riempie ogni vuoto”.(La citazione è peraltro da Montagnes Valdotaines). E dire gli anni di Mazzotti erano ancora lontani dal fragore insensato che domina il nostro vivere, e nel quale un po’ di silenzio è davvero come acqua in una landa desertica. Quelle sul “torto d’aver fretta”, profetiche di una dimensione in cui la velocità sarebbe diventata apparentemente una condizione necessaria, se non un valore in se e per se. Quelle sulla necessità , “se la gente non sale ai monti , di far discendere i monti verso la gente”. (necessita di mercato aggiungeremmo), e sui rischi che l’alpinismo perda la sua caratteristica prima di “elevazione Spirituale e azione etica dentro un regno di ineffabile bellezza”, a favore dei primati ,dell’apparire,dei tornaconto. Si va, annota Mazzotti , verso la cancellazione della scomodità(tra gli elementi cardine della soddisfazione), con il ricorso a rifugi sempre meno spartani e a impianti di risalita (“Oh, la bella giostra piantata in mezzo ai ghiacci”), da un lato, verso il prevalere dell’aspetto sportivo  dall’altro. Non contano la montagna , il godimento provato, ma il grado: “Cos’avete fatto?”, “Oh, un quarto scarso”. E la capacità tecnica sembra essere tutto , quando è certamente importante , ma quale strumento per assecondare un profondo anelito interiore b, un po’ come avviene nell’arte. Tra le frequentissime citazioni , quelle di Julius Kugy, con il quale Mazzotti fu in corrispondenza , e dal quale trasse ispirazione . Spesso le frasi di Herr Doktor introducono i capitoli : “Della gioia da portare a casa ce n’è sempre” (Per Essenza e tecnica dell’alpinismo). “ I monti sono tanto grandi , tanto pazienti, sopportano molto” (per Potenza dell’Istinto”). Non di rado vengono sottolineate per far capire come la prospettiva sia stata ribaltata ( i monti che non sono conquistati da noi, ma ci conquistano, le “scalette”, possibilità di salita sempre offerte , che vanno privilegiate e non  sprezzate). Talvolta anche chiarite , in quanto male comprese. In Alpinismo non alpinismo, Mazzotti prende in esame una frase di Rudatis : “Il  classico, slavismo Kugy tradisce una aspirazione sportiva quando afferma che in una vera ascensione bisogna arrivare assolutamente sulla vetta suprema. Frase che contiene “un piccolo e fondamentale errore: per Kugy, come per ogni vero alpinista , la vetta non è una meta di ordine sportivo , bensì di ordine morale”. Quel “sentimento della vetta” che riassume in qualche modo il più complesso  “sentimento dell’alpinismo”. “Per noi non è lo stile ne la tecnica di salire i monti quello che importa , bensì l’animus con cui si salgono . Siamo d’accordo con Kugy: “La riuscita , il modo come il povero uomo mortale arriva ai monti immensamente ricchi , eterni, m’è parsa sempre una cosa secondaria “. Il riferimento a Kugy (come a Rey), è frequente , del resto, in tutta la produzione di Mazzotti. Ne la Montagna presa in giro se la prende con l’ossessione per i segnavia, con accenti e parole molto simili a quelle di Onkel Julius. Corsi e ricorsi tra ‘800 e 2000, a dimostrare come certe cattive interpretazioni e storture appartengano all’alpinismo sin dai suoi albori, perché hanno la loro radice nelle umane manchevolezze.. Però mai come oggi queste vengono amplificate e contenute e i contenuti spirituali depauperati, funzionalmente ad una mercificazione difficile ad attuarsi sinchè l’alpinismo rimane nella sfera della Passione , della libertà e della gratuità.
I due libri, a chi li saprà leggere con attenzione e senza sufficienza, parleranno di formazione sentimentale, prima che di preparazione tecnica, e non di aspirazione al risultato, ma al farsi parte di una bellezza che si svela “solo a chi sente di amarla per l’odor di malga e per lo scroscio del torrente, per l’arditezza della rupe nuda, e la mollezza del pascolo sonoro; a chi ugualmente comprende la stella alpina e il ciclamino , la nuvola e il ruscello, il sasso e il filo d’erba: a chi ricava sensazioni non uguali , ma ugualmente acute, dall’arrampicata vertiginosa e dalla passeggiata nel bosco, dall’armonia delle stelle e dal suono di un campanaccio”

 

Introduzione alla montagna e Alpinismo e non alpinismo

Di Giuseppe Mazzotti

Nuovi Sentieri

550 pagine  

Dal SITO IN ALTO.ORG

Alpinista e scrittore trevigiano, che ha lasciato un'impronta indelebile sia nel campo sportivo che in quello culturale: infatti ha ricoperto per quarant'anni la carica di dirigente dell'Ente del Turismo di Treviso, contribuendo in maniera significativa alla salvaguardia del patrimonio artistico ed architettonico di quella provincia.
In materia di alpinismo il suo palmarès vanta la prima della parete est del Cervino (1932), in compagnia di suo cugino Enzo Benedetti e delle guide del Breuil, Maurizio Bich, Luigi e Luciano Carrel e Antonio Gaspard. Si può leggere la relazione di questa avventura in uno dei più fortunati lavori letterari dello stesso Mazzotti: Grandi imprese sul Cervino (1934). Ma è soprattutto sulle Dolomiti che si è svolta la maggior parte della sua carriera di rocciatore. Le sue montagne preferite erano quelle del gruppo del Popèra, in fondo alla Valgrande, dove può vantare molte prime, vuoi assolute, vuoi per nuova via: sulla Cima Bagni, sul Campanile di Selvaplana e di Valgrande, sulla Guglia 1° e 2° di Stallata, sulla Punta del Fulmine NE di Popèra, sul Dito della Madonna del passo Sentinella e sul Campanile Colesei. Alcune di queste imprese sono compiute in compagnia della moglie, Nerina Crétier, valdostana, sorella di quell'
Amilcare Crétier protagonista dell'ultima grande impresa sul Cervino (che gli fu anche fatale). La sua scalata tecnicamente più difficile resta l'apertura di una nuova via (di V e VI grado, per un'estensione di 650 m) sulla parete ovest della Cima Canali nelle Pale di San Martino (1935) assieme al suo concittadino Arturo Cappelletto.
Giuseppe Mazzotti, detto "Bepi", è oggigiorno ricordato più sovente per i suoi meriti di scrittore di montagna: oltre al già citato volume sulla conquista del Cervino parete per parete, assai famosi sono anche "La montagna presa in giro", (1931), una serie di quadretti premonitori dei guasti del turismo di massa; il romanzo "La grande parete" (1938) ed il volume "Montagnes valdôtaines", la storia della vocazione alpinistica di un giovane, ispirata alla vita di suo cognato (1951; premio Saint-Vincent l'anno successivo).
Seguire il filo della sua attività di pubblicista specializzato in alpinismo è un problema non da poco conto, dato che sono una trentina le testate, non solo italiane, con le quali ha collaborato: ci piace comunque ricordare la sua partecipazione in veste di cronista del Resto del Carlino alla spedizione italiana al Cerro Aconcagua (1934), che vedeva schierati come uomini di punta i più bei nomi dell'alpinismo nostrano dell'epoca, tra i quali Renato Chabod, Gabriele Boccalatte, Piero Ghiglione e Giusto Gervasutti.

Addenda del 27 marzo 2003

Grazie alla collaborazione del nostro utente Gianatonio Furlanetto apprendiamo che Bepi Mazzotti era anche un abile ritrattista: egli infatti conserva delle opere autografate dal poliedrico talentuoso alpinista, che ritraggono il padre del sig. Furlanetto, che era amicissimo del Mazzotti. A margine si annota pure che ai due amici si aggiungeva spesso il vecchio proprietario della birreria Pedavena.


Chi è Luciano Santin
Dal Sito TELEQUATTRO.IT

Luciano Santin, nato a Pola il 27 ottobre 1946, laureato in Lettere moderne, giornalista, già componente del direttivo Assostampa del Friuli-Venezia Giulia e di quello nazionale dell'Agim (Associazione italiana giornalista di montagna).

Collaboratore di varie testate locali e nazionali (Meridiano, Messaggero Veneto, Panorama, l'Espresso, l'Europeo, Famiglia Cristiana), sin dagli anni '90 ha curato per Telequattro una serie di approfondimenti giornalistici e di trasmissioni settimanali.

Tra gli altri, programmi o speciali di politica e costume ("Filo diretto", "La Region per cui", "Nostalgia del futuro"), o di carattere naturalistico e folklorico ("Andar per osmizze", "Voglia di Carso", "Trieste canta").

Ha prodotto l'audiovisivo "Trieste, nascita di una città", collaborato alla realizzazione di "Montanaia, sogno di pietra", di "Montasio, sulla Nord del drago", scritto alcune pubblicazioni di carattere alpinistico ed etnofolklorico ("Oscar Soravito, una vita in montagna", "Istria comicissima", "Trieste dall'alto", "Canzoni istriane").

www.escursionando.net

mercoledì, 26 marzo 2008







CI RISIAMO!!!  MI E' VENUTA VOGLIA DI SCAPPARE.

Oggi sono risalito in sella e.............è stato più forte di me! Ho voglia di perdermi di nuovo!!

PROSSIMAMENTE!!!

IL PRECEDENTE SMARRIMENTO.



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sabato, 15 marzo 2008



QUATTRO PASSI AVVOLTI NEL SILENZIO.

La parola alle immagini.

Il sentiero c.a.i. nr.144 dal Rifugio Tolazzi.

(In anteprima  alcune immagini)
Venerdì 14 marzo 2008.

(Escursione con le racchette da neve.Adatta ad escursionisti esperti con nozioni sulla progressione in ambienti innevati)



























































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martedì, 11 marzo 2008

 








TELE  CANALE  MONTAGNA
Video-raccontate anche voi la vostra montagna.

È nata da pochi giorni un’altra creatura del web.: TCM Tele Canale Montagna.Una casa dove ospitare tutti gli Amici della Montagna che hanno pubblicato i loro video sulla Montagna Italiana su LIBEROVIDEO e su  YOUTUBE.COM.  Lo scopo della  CASA è quello di ospitare tutte quelle persone che amano la montagna e la vogliono video raccontare. Per partecipare a questa iniziativa basta essere registrati su LIBEROVIDEO o su YOUTUBE.COM, caricare i propri video sulla montagna nell’apposito account creato ed il gioco è fatto. Quindi con una mail segnalate  a TCM la vostra VIDEOGALLERY ,SLIDE SHOW O VIDEO SINGOLO (basterà copiare il codice che apparirà automaticamente) ed inizierete anche voi a raccontare la vostra stupenda Montagna.


Escursioni,ferrate,escursioni con le racchette da neve,arrampicate,scialpinismo,e tutto quanto è montagna diventerà l’argomento principale della Casa. Video-racconate anche voi la vostra montagna ,riempiremo il web con una Montagna di video.

 

Buona Montagna a tutti dallo Staff di TCM.

 

CODICE DA COPIARE PER LOGO E LINK:

<a href="http://blog.libero.it/TeleCanaleMontag "><img src="http://digilander.iol.it/dorino1/VIDEOOK.jpg "border="0" alt="ANCHE IO VIDEORACCONTO SU   T C M"> </a>


CODICE DA COPIARE PER SOLO LOGO:

<img src="http://digilander.iol.it/dorino1/VIDEOOK.jpg "border="0" alt="ANCHE IO VIDEORACCONTO  SU  T C M "> </a>


SEGNALA  UN  VIDEO  DI  MONTAGNA

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giovedì, 06 marzo 2008



MANDI IL SALUTO FRIULANO.

“Mandi,
è il saluto friulano ed equivale a ciao, il suo significato si perde nella notte dei tempi e corrisponderebbe a “nelle mani di Dio” ma forse è di origine precristiana, e si risalirebbe alla frase “nelle mani degli dei”. Altre interpretazioni dicono derivi dal latino “mane-diu” “che tu rimanga (su questa terra) a lungo”. Vai nelle mani di Dio."


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mercoledì, 05 marzo 2008
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martedì, 04 marzo 2008








BLOG DI MONTAGNA

In questo immenso Spazio del Web esiste una Montagna di Gente di Montagna. Gente Speciale che Ama raccontare la propria Montagna con l'inchiostro della Passione.
Questo angolo è nato per raccogliere i loro Capolavori sparsi nel cielo del web.

ALPINAUTA
ALPINLINE
CLAUSBLOG
ROBUZZ
FRACLIMB
ESCURSIONANDO.MAGAZINE
PANE E OLIO
MONTAGNA SOTTOSOPRA
MONTAGNAVISSUTA
INTOTHEROCKS
LA BRADIPESSA
ORME
PAROLE AD ALTA QUOTA
VETTE E NUVOLE
RITORNI
SEMPLICE MONTAGNA
SHOTTOLO
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UNA PAZZA IN GIRO PER I MONTI
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TRA MONTAGNA,PAROLE E CIELO
EVEREST82
GPCASTELLANO
TELE CANALE MONTAGNA

LEGNO E FIENO
ALBERO
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LE CRO' SCALATE
L'ARCHIVIO DI PAULICCA
ROCCIATORI DI CODROIPO


CODICE LOGO:

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Segnala un Blog di Montagna.


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lunedì, 03 marzo 2008
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lunedì, 03 marzo 2008









CAMPAGNA PER UNA MONTAGNA MIGLIORE.

SPIRITUALITA’ DELLA MONTAGNA PER UNA MONTAGNA MIGLIORE.

 

 - Porgi il tuo saluto ad ogni persona che incontri sul sentiero. Non dare il tempo a chi incontri di farlo per primo.

- Lascia a casa CD-cassette,radio,walkman,mp3. Ascolta la colonna sonora che ti offre la natura.

 

- Escludi la suoneria al cellulare e usalo solo in caso di emergenza.


- Parlare poco e piano quando si è nella natura sia per non spaventare gli animali, sia per ascoltare il linguaggio delle cose, sia infine per riacquistare una certa pace interiore.

 

-Vestite con sobrietà :la natura non deve diventare il luogo d’esposizione dell’ultima moda.

 

- Dimenticatevi la fretta. Prendetevi tutto il tempo che occorre.

 

- Consumare cibi genuini , nutrienti, in quantità giusta.

 

- Evitare ogni estirpazione di piante e fiori ed ogni taglio di legna. Per la raccolta di quanto si può raccogliere, attenersi scrupolosamente alla norme emanate dai comuni e dalla Guardia Forestale.

 

- Riportare a valle ogni immondizia, raccattando anche quelle eventualmente lasciate da altri.

 

- Mantenere un comportamento educato,rispettoso,solidale e fraterno con tutti i frequentatori della montagna. In caso di richiesta di soccorso si abbandona subito il proprio progetto di escursione e si presta subito aiuto al richiedente.

Contribuisci anche tu a cambiare il modo di andar per monti. Incolla ed esponi il logo e il link.

CODICE DA COPIARE:
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sabato, 01 marzo 2008






VIAGGIO IN BICICLETTA DA BASALDELLA (UD) A ROMA
6^ PUNTATA

CIVITA CASTELLANA (VT) a ROMA

Venerdì 5 maggio 2007.

Ultima puntata del “ciclo racconto”. Viaggio in bicicletta da Basaldella del Cormor (Comune di Campoformido)- Roma (per l’esatezza Località Infernetto-Ostia)

Ci svegliamo mentre la pioggia scende abbondante  e continua sullo sfondo di un cielo che rende quasi tutto grigio. Ehh si proprio così, quasi tutto (a parte la nostra euforia per essere arrivati a 52 chilometri da Roma in cinque giorni anziché sette come previsto dal nostro fantastico progetto.) Facciamo una colazione abbondante accompagnata da una bella “tazzona” di ottimismo. Ehh si. Una bella razione di ottimismo ci riscalda l’anima mentre fuori l’Agriturismo  RIO COVERINO sta ancora piovendo, che dico piovendo, forse è meglio dire la verità : Diluviando!. Portiamo fuori le nostre “cavalline d’acciao” dal loro riparo e sotto il portico del ristorante del RIO COVERINO, attendiamo che spiova.Eh si! Oggi mi sa tanto che dovranno e dovremo viaggiare sotto la pioggia. Niente paura! Esiste qualche cosa per ripararci. Alla mente mi arriva un’incoraggiante pensiero : “pensa ai corridori che pedalano sotto la pioggia per ore e ore. Loro ce la fanno pure!”. Grandi pensieri! Sono come medicine alle volte! Alcuni minuti e continuiamo a prepararci.  Ore 09.07. E’ arrivato il fatidico momento. Da poco a smesso di piovere.Decisione unanime si riparte! Saliamo quindi in sella e dopo aver percorso il vialetto dell’Agriturismo ci immettiamo sulla strada asfaltata. Si parte! Mancano solo 52 km a Roma. Siamo nel Comune di Civita Castellana in Provincia di Viterbo. Appoggiamo  di nuovo i pneumatici sul fantastico asfalto che ci conduce verso la meta . Pochi minuti asciutti e dal cielo ci rovesciano nuovamente secchiate d’acqua a non finire. Continuiamo a pedalare ugualmente convivendo con le gocce di pioggia che ormai invece di darci fastidio ci fanno compagnia. Gocce magiche che ormai mi sa che hanno deciso di accompagnarci per tutto il viaggio  impreziosendolo. Alle ore 10.30 siamo ancora appoggiati con i nostri pneumatici sull’asfalto, mentre la pioggia scende fittissima. Un cartello rincuorante ci avverte che mancano a Roma solo 40 chilometri. Continuiamo ad andare avanti pedalando con il ritmo dell’entusiasmo. Ormai non facciamo nemmeno più caso alla pioggia, al grigio del tempo. Ormai sentiamo solo le Emozioni stupende che ci stanno spingendo con una forza incredibile. Ore 10.47 in un paesaggio stupendo che si riflette su di una pozza d’acqua disegnata sull’asfalto,entriamo nella Provincia di Roma , lasciandoci alle spalle quella di Viterbo. Un’Emozione fantastica, impagabile. Un’Emozione che merita di essere comunicata al nostro “CRONISTA” di fiducia, colui che ha fatto un grande lavoro mediatico, illustrando “LIVE” il nostro viaggio sul suo meraviglioso angolo di Web: Marco Cabbai , webmaster del sito
www.suimonti.it. E proprio a lui va il nostro Grande Grazie per come ha saputo raccontare il nostro viaggio. Ci siamo, parte la telefonata e Giannino come la solito invia l’immagine che testimonierà il momento. Una tecnologia veramente Grande! Dopo questo attimo di euforia e pausa si riparte. Il traffico e la pioggia aumentano. Ormai siamo bagnati fino alle ossa. L’unica cosa asciutta e calda è l’Anima. In 45 anni non avevo mai preso tanta pioggia come in questo viaggio. Avanziamo ancora in una fitta pioggia e nebbia e finalmente come in un sogno davanti a noi, mentre il viso è pervaso da un’infinità di gocce di pioggia che ci toccano la bocca facendoci sentire un sapore fantastico, davanti a noi appare il cartello stradale “PRIMA PORTA”. Siamo entrati a Roma con due giorni d’anticipo. Fantastico. Stentiamo a crederci mentre al telefono commentiamo il fatto con Marco Cabbai. Foto di rito davanti al cartello e dopo alcuni minuti arriviamo alla trattoria da Mario nei pressi della stazione di Prima Porta. Gentilmente il titolare ci concede un’angolino della sua tipica trattoria-pizzeria per cambiarci, mentre ascolta il nostro racconto del viaggio. Pochi minuti e ci ritroviamo seduti davanti ad una buonissima carbonara accompagnata da un magico vino. Il tempo passa mentre con Giannino commento i ricordi del viaggio. Il vino scende, ma bisogna ripartire. Pochi istanti e dopo aver salutato Mario saliamo in sella e puntiamo i manubri verso Saxa Rubra. Lentamente a smesso di piovere ed in poco tempo apparea farci compagnia abbracciandoci con il suo calore un bellissimo sole. Ormai stiamo volando nella capitale mentre i pedali vengono mossi dal cuore. Prima meta che arriva quasi senza che noi ce ne accorgessimo è San Pietro. Ci sentiamo avvolti da un fascino magico. Foto di rito e invio immagini . Si riparte imbocchiamo il mio viale Marconi, Viale Colombo Eur e via in direzione di Ostia. Ore 20.00 come in un sogno eccoci arrivati alla località Infernetto di Ostia. Ci attende il B&B LA CACCIUTA. Il contachilometri si ferma a km.825. Siamo partiti da Lestizza che lo stesso segnava 94 km e quindi abbiamo percorso la bellezza di 731 km.
ALCUNI DATI RIASSUNTIVI.

Partenza ore 07.06 del 30.04.2007 da Lestizza (UD). (Arrivando da Basaldella)

Arrivo a Roma: Ore 12.47 del 04.05.2007

Chilometri segnati sul contachilometri alla partenza 94

Chilometri segnati sul contachilometri all’arrivo a Roma 769

Totale chilometri percorsi fino a Roma 675

Meta finale Località Infernetto (Comune di Ostia) ore 20.00 chilometri segnati sul contachilometri 825

Km totali percorsi 731

Ore totali di sella circa 40

Orientamento: Fino a Ravenna carta geografica stradale. Poi fantastico modo della solidarietà e disponibilità delle persone: “Scusi…noi dovremmo andare a Roma in bici…..”
Logistica: al momento.

Mezzi: Bicicletta MTB Bottecchia “datata”. Pagata usata 80 euro (con casa al seguito) e bicicletta MTB Mercedes
I Chilometri giorni per giorno

1° giorno km 202. Basaldella-Lestizza-Abbazia di Pomposa;

2° giorno km.158. Abbazia di Pomposa-Montefiore Conca;

3° giorno km.125. Montefiore Conca-Gaifana di Nocera Umbra;

4° giorno km.138. Gaifana di Nocera Umbra-Civita Castellana;

5° giorno km 108. Civita castellana-Prima Porta Roma- Località Infernetto

Peso corporeo prima della partenza 75 kg

Peso all’arrivo 68 kg

GUARDA LE ALTRE PUNTATE.
GUARDA LA FOTOCRONACA COMPLETA DI SUIMONTI.IT







































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categoria:viaggio in bicicletta